Portafoglio Couch Potato: backtest, rendimenti e ribassi
Metà in un fondo indicizzato S&P 500, metà in un fondo indicizzato obbligazionario, ribilanciati una volta all’anno.
Data updated ottobre 2026
Autore: Scott Burns (1991)
Composizione
| Classe di attivo | ETF usato nel backtest | Peso |
|---|---|---|
| S&P 500 | IVV | 50% |
| Obbligazionario aggregato USA | AGG | 50% |
- Azioni 50%
- Obbligazioni 50%
Dal ottobre 2011 a ottobre 2026 il Portafoglio Couch Potato ha reso in media il 8,6% all’anno, con una volatilità annua del 8,7%. Il ribasso più profondo è stato del 20,0%, dal dicembre 2021 al ottobre 2022, recuperato in circa 26 mesi.
L’anno migliore è stato il 2019 (+19,9%), il peggiore il 2022 (−15,6%).
Nello stesso periodo il 100% azioni USA ha reso il 14,3% all’anno con un ribasso massimo del 35,0%.
I numeri principali
- Rendimento annuo (CAGR)
- +8,6%
- Volatilità annua
- 8,7%
- Ribasso massimo
- −20,0%
- Tempo di recupero
- 26 mesi
- Sharpe
- 0,81
- Sortino
- 1,14
- Anno peggiore
- 2022: −15,6%
- Anni positivi
- 12/14
Crescita di 10.000
Ribassi dai massimi (drawdown)
Rendimenti anno per anno
| Anno | Portafoglio Couch Potato | Portafoglio 60/40 | 100% azioni |
|---|---|---|---|
| 2026(parziale) | +5,8% | +6,9% | +12,7% |
| 2025 | +12,5% | +13,0% | +17,0% |
| 2024 | +13,1% | +14,8% | +23,8% |
| 2023 | +16,0% | +17,9% | +26,1% |
| 2022 | −15,6% | −16,9% | −19,5% |
| 2021 | +13,5% | +14,6% | +25,7% |
| 2020 | +12,9% | +15,4% | +20,7% |
| 2019 | +19,9% | +21,9% | +30,7% |
| 2018 | −2,2% | −3,1% | −5,3% |
| 2017 | +12,7% | +14,2% | +21,4% |
| 2016 | +7,3% | +8,3% | +12,1% |
| 2015 | +0,9% | +0,2% | −0,1% |
| 2014 | +9,8% | +9,7% | +12,2% |
| 2013 | +15,2% | +18,2% | +31,8% |
| 2012 | +9,9% | +10,4% | +14,7% |
| 2011(parziale) | +2,7% | +3,1% | +4,1% |
La storia
- Ideato da
- Scott Burns
- Chi è
- Giornalista di finanza personale
- Anno
- 1991
- Fonte
- Rubrica di Scott Burns su The Dallas Morning News (1991)
- Fondi nel backtest
- 2
Scott Burns, storico giornalista di finanza personale, presentò il Couch Potato Portfolio su The Dallas Morning News nel 1991: metà in un fondo indicizzato S&P 500 e metà in un fondo indicizzato obbligazionario, ribilanciati una volta all’anno. La sua tesi era che un mix così poco impegnativo potesse reggere il confronto con la maggior parte dei fondi gestiti.
In seguito Burns ne propose molte varianti, tra cui il Margaritaville con azioni internazionali e obbligazioni indicizzate all’inflazione. Il nome è arrivato anche in Canada, dove “Couch Potato” indica ancora oggi i portafogli indicizzati semplici.
Punti di forza e di debolezza
Punti di forza
- Due fondi, metà e metà
- Molto economico e facile da ribilanciare
- Le obbligazioni attutiscono buona parte dei ribassi della borsa
Punti deboli
- Solo grandi società USA nella parte azionaria
- Obbligazioni e azioni possono scendere insieme, come nel 2022
- Nessuna protezione da attività reali
Come funziona
Un mix di due fondi che non chiede nulla a chi investe se non un ribilanciamento all’anno.
Backtest con prezzi di ETF a rendimento totale (dividendi reinvestiti), ribilanciato ai pesi obiettivo il primo giorno di borsa di ogni anno. Dove un fondo Vanguard ha una storia di prezzi breve nei nostri dati si usa un fondo iShares sullo stesso mercato (per esempio ITOT per VTI, IVV per VOO). Valori in dollari, senza costi, tasse né effetto cambio; primo e ultimo anno sono parziali. I risultati passati non garantiscono quelli futuri.
Domande frequenti
Chi ha ideato il Portafoglio Couch Potato?
Scott Burns (giornalista di finanza personale), 1991. Fonte: Rubrica di Scott Burns su The Dallas Morning News (1991).
Cos’è il Portafoglio Couch Potato?
Metà in un fondo indicizzato S&P 500, metà in un fondo indicizzato obbligazionario, ribilanciati una volta all’anno. Composizione: 50% s&p 500, 50% obbligazionario aggregato usa. Ideato da: Scott Burns (1991).
Quanto ha reso il Portafoglio Couch Potato?
Nel backtest dal ottobre 2011 a ottobre 2026 ha reso in media il 8,6% all’anno, con un ribasso massimo del 20,0%. Valori in dollari, prima di costi e tasse.
Ogni quanto si ribilancia?
Nel backtest una volta all’anno, riportando ogni componente al suo peso obiettivo. Ribilanciare più spesso cambia poco il risultato e aumenta i costi; alcuni investitori ribilanciano solo quando un peso si allontana oltre una soglia.
Si può replicare con ETF europei?
Sì, usando ETF UCITS sugli stessi indici o su indici simili (per esempio azionario globale o USA, obbligazioni governative, oro). I rendimenti in euro saranno diversi per effetto del cambio, dei costi e della tassazione.
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